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 Al di là del mare.

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MessaggioOggetto: Al di là del mare.   Ven Giu 19, 2009 7:48 pm

Al di là del Mare.

Primo giorno. Non so di preciso che giorno sia, né quanto io abbia dormito su quella spiaggia. Ora c’è pioggia che trema nelle onde tranquille, un forte rumore. La zattera non si muove.
Ho strappato queste pagine dal diario del capitano, lui non ne ha più bisogno. Pace all’anima sua.
La nave s’è incagliata in una secca al largo del Mar di Minaccia. La tempesta ha spezzato e affondato la nave. I compagni … sepolti. La loro memoria è grande. Abbiamo lottato contro il mare, fino all’ultimo, poi qualcosa è esploso nella stiva. Sorte a parte penso che il mare sia qualcosa da farsi amico, tre giorni la corrente e il vento mi hanno spinto, e ora s’è spento tutto, in una cupa bonaccia, proprio quando stavo incominciando ad odiare i suoi ipnotici rumori e il suo colore: di notte tutto è nero, di giorno tutto è blu. Le nuvole piangono da due giorni, e io piango per quello che è successo tra noi, Amore. Ti immagino nella tua calda casa, a guardare oltre il freddo vetro e oltre le stanche gocce di pioggia. Sei bellissima, e il tuo sorriso è come una canzone nel silenzio che mi attanaglia. Secondo giorno. Stanotte ho dormito finalmente, e ho anche sognato. Venivi come una sirena e mi svegliavi. Mi portavi con te nel mare. Oggi è ripreso il vento, e le piogge finite. In cielo s’è squarciata un’enorme faglia luminosa tra quelle nuvole uggiose. Spero ci sia almeno il tramonto. Sono abbastanza felice, le provviste sembrano durare, e la speranza ha forza rinnovata. Dove sei amore? Non lo so, ma so che da qualche parte sei, e come sempre quando mi appari in sogno aggiungi battiti al mio cuore, ti amo. Le nuvole se ne sono andate ormai, e mentre scrivo il sole cala in un enorme tramonto, stupendo. Il capitano una volta aveva definito il mare “Amore”, e solo in questo momento lo capisco. Ci stava raccontando di quando era stato all’entroterra, perdendo ogni vista dell’oceano; diceva di non poter dormire senza il cullare del mare, e di non potersi muovere senza la sua musica, di non poter vedere senza il suo colore. In tutti suoi racconti sbilenchi delle sue folli imprese quello era il più triste, e lo raccontò una volta soltanto. Diceva piangesse per il suo abisso blu, lontano, e spargesse le sue lacrime sul viso e sulle labbra, come fossero gocce del mare. Finiva il racconto dicendo: “E fu così che capii che il mare è il più grande,… il più immenso Amore.” Mi ricordo che quando finì tutti lentamente tornarono al loro lavoro in silenzio e lui rimase a piangere sulle sue parole. Era una persona veramente strana. In lui il mare sembrava aver ritualizzato la vita, come fosse una funzione religiosa: scendeva in scialuppa la notte per prendere un poco d’acqua salata, se la porgeva al cuore in un segno di croce e pregava in silenzio e con gli occhi chiusi. Nelle tempeste amava le onde che facevano beccheggiare e rollare vigorosamente la nave, come fosse circondata da un corridoio circolare di smisurato erotismo, impossibile da placare, tra due sposi piangenti, il cielo e il mare, in uno scambio di dolce passione. Era il più bravo capitano che mai io abbia avuto. Terzo giorno. Stanotte il mare s’è alzato notevolmente, ha cercato di buttarmi fuori bordo, mi sono salvato. Ogni giorno inserisco queste pagine in una grande bottiglia che un tempo serviva per l’acqua potabile della nave. Dovessi morire chiunque trovasse queste pagine è pregato di consegnarle alla mia Amata, Justine Remancle. Rue BelleFleur, Saint Nazaire. La casa è nell’angolo a destra, è azzurra con le finestre bianche, il sole posa sempre le sue labbra tra i panni appesi al terzo piano. Prego chi trovasse questa lettera, con tutto il mio cuore, di chiedere di Mademoiselle Justine, e consegnargliela personalmente. Lo ringrazio anticipatamente. Lei è una ragazza graziosa, molto speciale, abbassa lo sguardo ai complimenti, e le sue guance si bronzano. Ha i due occhi verdi più belli del mondo e il suo sorriso è veramente magnifico.
Prego chiunque trovasse il messaggio di consegnarglielo chiuso, e Dio ve ne sarà grato. Grazie ancora. La sera il mare s’è calmato con il vento. Settimo giorno. Sono ancora vivo. Le provviste non dureranno altri 6 giorni, mangio una volta al giorno, e poco. Dovrei riuscire a superare la fame. Il mare è calmo da 4 giorni, e ormai so il nome di tutte le onde e di tutte le nuvole. Ho paura di diventare pazzo. Mi hanno raccontato di marinai dispersi che riuscivano a fare ritorno, ma perdendo il senno. Altri raccontavano di sirene e mostri marini, altri ancora cose più terribili. La storia che mi ha colpito di più è stata quella raccontatami da David Orsòn, pace all’anima sua. Dovessi valutare la sua abilità narrativa stabilirebbe un record tra tutti i marinai che conosco, e probabilmente di quelli di tutta la Francia. Raccontava di un naufrago, soprannominato Deluge per la sua potenza e la sua mostruosa forza d’animo, che aveva costruito una barca molto resistente con i legni di una piccola isola a largo dell’Inghilterra, e aveva raggiunto la Bretagna in trenta giorni bevendo la pioggia e mangiando poco niente, ma che, vedendo la sognata terra in lontananza, l’aveva guardata con aria mesta e scura, dicendo “ la mia terra è il mare, il mio respiro è la pioggia, i miei occhi sono il cielo, i miei sogni le nuvole, i miei passi le onde, il mio grido il sole, la mia gioia il mattino, la mia culla le acque.” Poi David lasciava le silence ad aumentare il sentimento. La sua voce qui rincominciava roca dicendo: “ Non si sa che fine abbia fatto, alcuni dicono si sia buttato in mare. Certi sostengono sia ancora da qualche parte a benedire le acque, altri dicono si sia ritirato nella sua isola a largo dell’Inghilterra, ma l’ipotesi più accreditata, anche se la più bizzarra è quella che si sia trasformato in un gabbiano e voli ogni giorno per l’oceano a godersi la salsedine.” David amava la parola “salsedine”.
Nono Giorno. Si vive. Scrivo un paio di poesie in fondo alle pagine, per il resto cerco di dormire il più possibile e limitare i movimenti, anche se a volte mi accorgo di dondolarmi senza soluzione di continuità, allora mi sdraio e penso ad altro, ma muovo le dita tra le dita. Mi domando se, come in certi racconti di David, si impazzisca veramente.
Trovo spazio, nel mio tempo, per ricordarmi della prima volta che ti vidi: il vento ti abbracciava i capelli, eri in quella spiaggia sotto quell’ombrellone, con quei grandi occhi. Forse non era il momento per innamorarsi. Undicesimo Giorno. Il mare è un’enorme bestia nascosta sotto il mio letto, mi sento attratto da quel nero senza fondo, dove nemmeno i raggi del sole arrivano; e come un bambino che cerca di scoprire cosa gli fa paura, cosa lo attira nel buio sotto il materasso, so che prima o poi anche io verrò azzannato da tal tenebra, affogando in quel nido di ignoto dolore chiamato morte. Aspetterò quindi la fine dell’acqua e delle provviste, per poi buttarmi in questo oceano scuro per stare con te, insieme, sommersi nel profondo del mare come sotto ad un enorme lenzuolo nero da cui traspare la luce del sole, annegati nella preghiera del quiete porto del nostro cuore a pensare alla pace e a ricordarci dei particolari sommersi della nostra vita. Tra le braccia della morte. I tuoi capelli volteggiano e sorridi, mi baci come quella volta, sulla bocca. Volevo un bacio della buona notte e tu mi hai dato la vita. In questa nottata le stelle schiariscono i miei sogni. Posso solo sperare che sia una morte indolore. Lo sarà, se ti penso.



Una bottiglia fu raccolta da alcuni pescatori, incagliatasi in una rete da pesca. Dentro erano scritte alcune pagine di una lettera.

Justine comunque non la ricevette mai.











Dedicato.







è un racconto che ho scritto per me in primis e per il concorso letterario, mia sorella mia pronipote e altri parenti l'hanno già letta. xD commenti?
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MessaggioOggetto: Re: Al di là del mare.   Lun Feb 15, 2010 8:06 pm

é una bella storia!!! Mi ricorda un pò il libro di Nicolas Sparks e un pò il film Cast Away =) ihihhi cmq è un bel racconto =) bravo, sembra anche che ti piaccia il mare
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MessaggioOggetto: Re: Al di là del mare.   Ven Feb 19, 2010 5:58 pm

Azz la leggo in ritardissimo!!! ma... molto bella, padronanza del linguaggio, immagini poetiche... mi piace!!!

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Al di là del mare.

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